Come si legge una busta paga

La busta paga è un prospetto che il datore di lavoro ha l’obbligo di consegnare al lavoratore insieme alla retribuzione. In tale prospetto devono essere indicati: il periodo lavorativo di riferimento, gli elementi che concorrono a formare la retribuzione lorda e le detrazioni che danno luogo alla paga netta.
Ora veniamo all'elenco di tutte (o, perlomeno, le maggiori e più frequenti) voci che compongono la busta paga:

1. Testata della busta paga. è la parte superiore della busta paga e comprende diversi dati:
  • Ragione sociale, sede e codice fiscale dell’azienda.
  • Nome e cognome del dipendente e suo codice fiscale, il quale è fondamentale per gli aspetti fiscali quindi è consigliabile verificarne l’esattezza.
  • Numero matricola Inps (Istituto Nazionale Previdenza Sociale) e numero posizione Inail (Istituto Nazionale Infortuni sul Lavoro).
  • Numero di cartellino del dipendente ed in merito ricordiamo come una recente riforma abbia abolito il numero di matricola, il quale derivava dal precedente obbligo di registrare ogni nuovo assunto sull’apposito Libro Matricola vidimato dall’Inail.
  • Data di assunzione ed eventuale data di cessazione.
  • Qualifica del lavoratore.
  • Numero di ore lavorate ed eventuali straordinari.
2. Elementi della retribuzione. Subito dopo i dati del lavoratore dipendente è possibile trovare più rettangoli che evidenziano l’ammontare della retribuzione diretta, vale a dire la somma di denaro ottenuta dal lavoratore come compenso del lavoro svolto. Gli elementi che generano l’ammontare della retribuzione diretta si distinguono in:
  • La Paga Base Contrattuale corrisponde al salario minimo determinato sulla base dei parametri stabiliti dal Contratto Nazionale di Categoria (CCNL) e della qualifica del dipendente.
  • La Contingenza è l’indennità meglio conosciuta col nome di scala mobile, la quale è stata abolita alla fine del 1991. Da ciò consegue che non sia attualmente previsto l’adeguamento dei salari al costo della vita e l’ammontare della contingenza sia rimasto fermo nel tempo. Al giorno d’oggi è frequente la pratica di sommare direttamente la voce relativa alla contingenza a quella della paga base, indicando tale risultato come paga base conglobata.
  • L’EDR è l’acronimo di Elemento Distinto della Retribuzione, ovvero la cifra pari a 10,33 euro che percepiscono tutti i lavoratori, a prescindere dal loro contratto e dalla qualifica ottenuta. Alle volte anche questo elemento, come la contingenza, è inglobato nella voce relativa alla paga base conglobata.
  • Il Terzo Elemento è l’importo nato dalla contrattazione sindacale a livello provinciale e regionale, pertanto ha valori difformi nelle diverse aree geografiche del nostro paese.
  • Gli Scatti d’Anzianità rappresentano gli aumenti di stipendio derivanti dalla maturazione degli anni di servizio presso la medesima azienda. L’ammontare dell’aumento e la frequenza temporale in base alla quale si verifica lo scatto d’anzianità variano in base alla propria qualifica ed ai parametri stabiliti dal Contratto Nazionale di Lavoro che disciplina il proprio settore d’appartenenza.
  • Il Superminimo si potrebbe definire l’aumento ad personam, erogato ad un lavoratore sulla base di un accordo individuale col proprio datore di lavoro. Tale aumento rispetto alla paga base contrattuale può essere frutto di un riconoscimento avvenuto nel corso del rapporto di lavoro, oppure essere stabilito fin dal momento dell’assunzione.
3. Il corpo della busta paga. È la parte centrale della busta paga, solitamente composta da sei colonne; a sinistra troviamo i codici relativi ad ogni voce presente nella colonna accanto e riguardano: lo stipendio ed il versamento delle imposte. Vicino ad ogni voce è possibile evidenziare l’importo base e le ore – o i giorni – lavorativi, o non lavorativi, se si tratta di assenza per malattia o permesso. Nelle ultime due colonne troverete la cifra percepita dal dipendente, le trattenute, le ore di sciopero, ecc. Pertanto, nel corpo del cedolino verrà indicato l’ammontare lordo dello stipendio determinato dalla retribuzione + altre voce, che possono essere attive e passive; quest’ultime sono identificate nell’IRPEF, Comunale e Regionale.
  • Addizionale regionale: è un’imposta aggiuntiva dovuta alla regione in cui ha il domicilio fiscale il dipendente. È un’imposta che viene pagata in un anno, ma è riferita al reddito dell’anno precedente L’importo si calcola mediante una percentuale che varia da un minimo dello 0,9% ad un massimo del 1,4%, da applicarsi sul reddito annuo del dipendente e varia da regione a regione.
  • Addizionale comunale: è un’imposta aggiuntiva dovuta al comune in cui ha il domicilio fiscale il dipendente al 31 dicembre del’’anno fiscale di cui si calcola l’addizionale comunale. Si calcola mediante una percentuale da applicarsi sul reddito annuo del dipendente e varia da comune a comune.
4. Il piede della busta paga. È la parte inferiore della busta paga e contiene i seguenti dati:
  • Totale lordo: totale delle competenze, incluse le trattenute.
  • Totale netto: ammontare dello stipendio effettivamente ricevuto dal lavoratore, una volta detratti contributi sociali, imposta Irpef, eventuale quota di adesione ad un sindacato, eventuale rata relativa alla cessione del quinto ecc.
  • Imponibile Irpef: base sulla quale calcolare l’Irpef ed in merito ricordiamo che le aliquote sono basate su un sistema più che proporzionale. Inoltre va precisato che dall’imposta lorda è necessario sottrarre le detrazioni per il lavoro dipendente e per i familiari a carico.
  • Detrazioni da lavoro dipendente: ne beneficiano tutti i dipendenti, in percentuali diverse a seconda del proprio reddito e dei giorni di lavoro.
  • Detrazioni per familiari a carico: la normativa prevede detrazioni sia per il coniuge a carico, qualora non sia separato e non possieda redditi propri, sia per i figli, con percentuali diverse a seconda della loro età e del reddito percepito dal lavoratore. Inoltre sono previste detrazioni anche per gli altri familiari come genitori, suoceri, fratelli ecc., i quali convivano col il lavoratore che beneficia delle detrazioni.
  • Ferie: nella busta paga sono indicate le ferie residue dell’anno precedente, quelle maturate nell’anno in corso, quelle godute ed infine le restanti. Per calcolare le ore di riposo spettanti è sufficiente dividere i giorni di ferie previsti annualmente dal proprio Contratto di Lavoro per 12 e moltiplicare il risultato ottenuto per i mesi di servizio, ovviamente sommando anche le eventuali ferie rimaste dall’anno precedente. In linea generale i giorni di ferie a beneficio di un dipendente non possono essere inferiore a quattro settimane all’anno, anche se i Contratti Collettivi Nazionali possono stabilire delle condizioni migliorative.

Per qualsiasi delucidazione, curiosità, aiuto scrivetemi.
Di seguito posto un utile link (a cura del consiglio nazionale dei consulenti sul lavoro) per un ulteriore approfondimento dell'argomento: http://www.consulentidellavoro.it/pdf/fondazionestudi/Comeleggerelabustapaga.pdf